Il 30 novembre 2018 moriva George Bush, presidente degli Stati Uniti dal 1989 al 1993. Padre di George W., è stato protagonista della Guerra del Golfo.
Due anni fa l’America salutava George Bush, l’ex presidente Usa dal 1989 al 1993. Il 30 novembre 2018, all’età di 94 anni, moriva a Houston, in ospedale, in seguito a complicazioni.
George Bush prima della politica
Nato nel 1924 in Massachusetts da Prescott, futuro senatore degli Stati Uniti, partecipò alla seconda guerra mondiale come ufficiale pilota della U.S. Navy, ottenendo una decorazione. Si trasferì successivamente in Texas, dove entrò nell’industria del petrolio grazie alle conoscenze del padre come consigliere di amministrazione della Brown Brothers Harriman. Dopo alcuni anni di esperienza, fondò varie società petrolifere, divenendo milionario.
Da Nixon a Reagan
Cominciò la carriera politica e, dopo una prima sconfitta contro il senatore democratico Ralph Yarborough nel 1964, fu eletto alla Camera dei Rappresentanti nel 1966, primo repubblicano mai eletto a Houston, e rieletto nel 1968.
Nel 1971 Nixon lo nominò ambasciatore presso le Nazioni Unite. Il successore di Nixon, il vicepresidente Gerald Ford, nominò George Bush a capo dell’ufficio diplomatico nella Repubblica Popolare Cinese. Per circa un anno fu direttore della Cia.
Bush partecipò alle primarie repubblicane del 1980, come rappresentante dell’ala centrista del partito ma, nonostante avesse incominciato la campagna già nel 1979 fu sconfitto da Ronald Reagan. Il quale, in ongi caso, lo volle come vicepresidente.
Il mandato presidenziale
L’8 novembre 1988 sconfigge largamente il democratico Dukakis, diventando nuovo presidente degli Stati Uniti. Il suo mandato fu molto attivo all’Estero, in particolare con la Guerra del Golfo contro l’Iraq di Saddam Hussein. A partire dalla primavera del 1991 Bush vide precipitare la sua popolarità a causa della crisi economica incominciata nel 1990, che non fu capace di fronteggiare: aumentò le tasse, rompendo la sua celebre e solenne promessa elettorale e gli fu rinfacciato di occuparsi troppo di politica estera a discapito di quella interna. E venne sconfitto dall’emergente Bill Clinton.